La forza e il coraggio di Giacomo “Jack” Sintini

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“Non perdete mai la speranza perché il sole può tornare a splendere! Io l’ho visto, ce l’ho fatta e io non sono nessuno… sono una persona normale!” Giacomo “Jack” Sintini

Giacomo “Jack” Sintini nel 2011 era un pallavolista affermato con un ingaggio da un importante club europeo. Durante un controllo medico, però, arriva una diagnosi tanto inaspettata quanto terribile: linfoma maligno al quarto stadio. Per Jack è tempo di accantonare ogni aspirazione sportiva e dedicarsi alla partita più difficile: la lotta per la vita.

Così affronta sette cicli di chemioterapia, un autotrapianto di midollo osseo, uno stop di oltre 18 mesi. Nonostante la perdita di oltre 20kg e l’incertezza sulla sua sorte, Jack non ha abbandonato il suo sogno di tornare a giocare a livello professionistico. Alla fine i medici, la famiglia, la forza dello spirito di squadra gli hanno permesso di recuperare una condizione fisica compatibile con il ritorno nel mondo del volley.

Riottenuta l’idoneità alla pratica sportiva agonistica, negli ultimi mesi del 2012 ha ricevuto una importante offerta dal Trentino Volley, una squadra in corsa per il titolo italiano. A questo punto la sorte decide di donargli una occasione imperdibile: il 12 maggio 2013, a seguito dell’infortunio del palleggiatore di ruolo, è chiamato ad entrare in campo nella gara 5, quella decisiva nella finale playoff. Con una prestazione esaltante, tale da fargli ottenere il premio come miglior giocatore del match, Sintini ha contribuito in modo determinante al trionfo del team Trentino volley.

Jack ha raccontato la sua storia nel libro “Forza e coraggio” e ha fondato l’Associazione Giacomo Sintini con l’obiettivo di finanziare progetti di ricerca e sviluppo in ambito oncoematologico.

Il Museo della Resilienza ospita un pallone ufficiale della Lega Pallavolo Serie A (modello in uso nel campionato 2012-2013) appositamente autografato e inviato da Giacomo “Jack” Sintini.

CURIOSITÀ

Jack Sintini ora lavora per una importante multinazionale nel settore della formazione. Spesso racconta la sua esperienza personale per fare capire a chi lo ascolta che non bisogna mai arrendersi e che lo spirito di squadra è una componente fondamentale per lasciarsi alle spalle i momenti difficili.

RINGRAZIAMENTI

Grazie di cuore a Jack Sintini per aver contribuito alla crescita del Museo con questo oggetto e per aver offerto a tutti una importante testimonianza di resilienza.

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