Frank Caprio: il volto umano della Giustizia

“Sotto la toga da Giudice non ho un distintivo, ho un cuore. Cerco di trattare le persone come mi hanno insegnato i miei genitori: con dignità e rispetto. ” 

Giudice Frank Caprio

Nella città di Providence, nello stato di Rhode Island (USA), c’è un Giudice davvero speciale: il suo nome è Francesco “Frank” Caprio. Grazie alla trasmissione dei suoi casi su Caught in Providencein onda in America sulle emittenti nazionali e in tutto il mondo grazie ai social media (YouTube, Facebook e Instagram), possiamo tutti apprezzare il suo particolare modo di fare giustizia. È una grande stella di internet che conta oggi 10 milioni di follower e 5 miliardi di visualizzazioni i cui numeri sono in continua ascesa. Un successo davvero sorprendente per un Giudice della Corte municipale che riceve in aula persone comuni multate per infrazioni relative al traffico, ai parcheggi e ad altre ordinanze comunali

Ciò che rende veramente unico il Giudice Caprio è la sua grande empatia nell’ascoltare le dichiarazioni rilasciate dai concittadini per ottenere una riduzione o in certi casi la cancellazione, della sanzione ricevuta. Nelle sue udienze compaiono talvolta persone socialmente fragili come: veterani di guerra, madri single, persone malate o studenti senza un lavoro appena arrivati in città per inseguire il loro sogno. Per loro il Giudice Caprio riserva una considerazione speciale e nelle situazioni di particolare indigenza, qualora non fosse possibile annullare la sanzione, attinge a un fondo speciale alimentato grazie alla generosità dei suoi sostenitori, intitolato a sua mamma Filomena.

Sono proprio le sue radici italiane e in particolare il ricordo di suo padre, Antonio, partito poverissimo da Teano (Provincia di Caserta) per raggiungere Providence, a favorire questa compassione. Antonio svolse lavori umili e faticosi riuscendo comunque, con grandi sacrifici, a garantire ai suoi tre figli la possibilità di studiare e diventare cittadini colti e stimati. Queste sue umili origini gli consentono di vedere la situazione “con gli occhi del povero” e immedesimandosi con la persona di fronte, tramutare una spiacevole contravvenzione in una preziosa occasione di conforto e di riscatto.

In aula, a volte, emergono storie personali drammatiche e dietro una semplice multa di poche decine di dollari si possono nascondere situazioni di povertà, solitudine e violenza. Così il superamento del limite di velocità diventa occasione per raccontare una corsa disperata in piena notte per portare al pronto soccorso un bimbo in pericolo di vita, mentre il mancato rispetto di un semaforo rosso risulta essere motivato da una rocambolesca fuga da un coniuge violento. In queste situazioni estreme, insieme alla cancellazione della multa, non manca mai da parte del Giudice Caprio una parola di confortoun abbraccio e un augurio di una vita migliore.

Oltre alle lacrime di commozione, però, ci sono anche sorrisi e momenti allegri. L’aula, infatti, si popola talvolta di bambini che accompagnano i genitori in udienza e allora il Giudice Caprio li accoglie presso di sé come piccoli aiutanti nell’emettere la sentenza. Iniziano così dialoghi spiritosi, talvolta surreali, che diventano però anche l’occasione per insegnare agli adulti di domani concetti importanti come la giustizia, l’equità, la gratitudine e il rispetto

Il Museo della Resilienza espone un martelletto da Giudice e una base in legno autografati dal Giudice Francesco “Frank” Caprio con una speciale dedica al Museo.

CURIOSITÀ

Antonio Caprio, padre del Giudice Frank, iniziò a lavorare a Providence come venditore ambulante di frutta per poi diventare il lattaio porta a porta del suo quartiere. Il lavoro in strada, già di per sé faticoso, diventava particolarmente pesante durante i rigidi inverni, in cui spesso le temperature scendevano sotto lo zero. Quando qualche famiglia non poteva pagare il latte per i loro figli, Antonio non interrompeva le consegne esponendosi al rischio di non essere pagato, perché credeva che non fosse giusto negare il latte ai bambini poveri. Per questo motivo guadagnò la stima e l’affetto di molte famiglie delle sua città e in particolare dei suoi familiari che lo presero come esempio di vita. Durante un giorno di lavoro particolarmente freddo entrò in un ristorante per chiedere una “cup of coffee”, ossia una tazza di caffè, per scaldarsi. Tuttavia, il suo viso era talmente paralizzato dal gelo che non riuscì a pronunciare correttamente quelle parole e dalla sua bocca uscì l’espressione “tup a toffee”, suscitando l’ilarità e la simpatia tra i presenti. Ben presto “Tup a Toffee” o più semplicemente “Tup” divenne il suo soprannome e lo rimase per tutta la sua vita. Il Giudice Caprio talvolta cita questa storia nelle udienze per ricordare le sue umili origini e rinnovare la sua stima per il suo papà buono e generoso.

RINGRAZIAMENTI

Grazie di cuore al Giudice Francesco “Frank” Caprio e a suo figlio David per la loro disponibilità nel sostenere concretamente il Museo, inviando il martelletto autografato e la bella fotografia allegata. Uno speciale ringraziamento a Michelina Gabrie’ Sanquest per aver presentato il Museo della Resilienza al suo amico Giudice Caprio.


– Translation –

“Under my Judge’s robe I don’t have a badge, I have a heart. I try to treat people the way my parents taught me: with dignity and respect. ” Judge Frank Caprio

In the city of Providence, in the state of Rhode Island (USA), there is a very special Judge: his name is Francesco “Frank” Caprio. Thanks to the broadcast of his cases on “Caught in Providence”, which airs on national television in America and worldwide through social media (YouTube, Facebook and Instagram) where we have enjoyed seeing his style of justice. He is a internet mega-star, with over 10 million followers and 5 billion views, and rising every day. This is truly an amazing success for a Municipal Court Judge who receives in court ordinary people fined for traffic, parking and other municipal ordinance infractions.

What makes Judge Caprio truly unique is his great empathy in listening to the statements made by fellow citizens in order to obtain a reduction, or in some cases the cancellation, of the fines they have received. In his hearings sometimes appear socially fragile people such as: war veterans, single mothers, sick people or students without a job who have just arrived in the city to pursue their dream. For them, Judge Caprio reserves a special consideration and in situations of particular indigence, if it is not possible to cancel the sanction, Frank Caprio draws on a special fund, fed thanks to the generosity of his supporters, named after his mother Filomena.

His Italian roots, and in particular the memory of his father, Antonio, who left Teano (Province of Caserta) in poverty to reach Providence, that foster this compassion. Antonio carried out humble and tiring jobs, managing however, with great sacrifices, to guarantee to his three children the possibility to study and become cultured and esteemed citizens. These humble origins allowed him to see the situation “with the eyes of the poor” and identifying himself with the person in front of him, transforming an unpleasant violation into a precious opportunity for comfort and redemption.

In the courtroom, sometimes, dramatic personal stories emerge and behind a simple fine of a few tens of dollars can hide situations of poverty, loneliness and violence. Thus, exceeding the speed limit becomes an opportunity to recount a desperate race in the middle of the night to take a child in danger of dying to the emergency room, while the failure to obey a red light turns out to be motivated by a daring escape from an abusive spouse. In these extreme situations, along with the cancellation of the fine, Judge Caprio never misses a word of comfort, a hug and a wish for a better life.

In addition to tears, however, there are also smiles and happy moments. The courtroom, in fact, is sometimes filled with children who accompany their parents to the hearing, and then Judge Caprio welcomes them to him as little helpers in sentences. Thus begin witty dialogues, sometimes surreal, which also become an opportunity to teach “the adults of tomorrow” important concepts such as justice, fairness, gratitude and respect.

The Museum of Resilience displays a gavel and a wooden base autographed by Judge Francesco “Frank” Caprio with a special dedication to the Museum.

CURIOSITY

Antonio Caprio, father of Judge Frank, worked as a street vendor of fruit, and then delivering milk in his Providence neighborhood. Street work, already tiring in itself, became particularly heavy during the harsh winters, when temperatures often dropped below zero. When some families could not pay for the milk for their children, Antonio did not stop the deliveries exposing himself to the risk of not being paid, because he believed that it was not right to deny milk to poor children. For this reason he gained the esteem and affection of many families in his city and in particular of his relatives who took him as an example of life. As a young man while a fruit peddler, on particularly cold day, he entered a local restaurant to ask for a “cup of coffee” to warm himself. However, his face was so paralyzed by the frost that he could not pronounce those words correctly and from his mouth came out the expression “tup a toffee”, arousing hilarity and sympathy among those present. Soon “Tup a Toffee”, or only “Tup” became his nickname and remained so throughout his life. Judge Caprio sometimes quotes this story in hearings to recall his humble beginnings and renew his appreciation for his good and generous dad.

THANKS

Many thanks to Judge Francesco “Frank” Caprio and his son David for their willingness to concretely support the Museum by sending the autographed gavel and the beautiful photograph attached. Also, a special thanks to Michelina Gabrie’ Sanquest for introducing her friend Judge Caprio to the Museum.

5 pensieri riguardo “Frank Caprio: il volto umano della Giustizia

  1. I’m surprised that the article mentions his Italian born father Antonio, but not his Italian born Mother, Filomena. He always pays the fines and costs of needy people with the Filomena Fund, that people donate to. He also helps single moms and people going through difficult family struggles by paying with the Fund. He always talks about how his mother taught her children to help those in need.

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    1. Dear John, thank you for your comment, the article mentions his mother Filomena in the middle of the text! “if it is not possible to cancel the sanction, Frank Caprio draws on a special fund, fed thanks to the generosity of his supporters, named after his mother Filomena.”

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  2. I’ve been watching and a follower of the “Caught in Providence” and I love it. Bellisima❤️❤️❤️. From the Philippines

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  3. Fair recognition. Justice done, I dare to say. Frank Caprio makes we feel human beings are not lost after all. Congratulations to all of you. GoodHealthPeaceJoyandSuccess to Frank Caprio😉

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  4. Judge Caprio is the human face of justice and is the father that every son is proud to hug. God bless you Judge Caprio!

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